Fine settimana positivo per la freestyler Nicole Gasparini che, in virtù dei risultati conseguiti nelle due ultime gare di Coppa del Mondo a Thaiwoo (Cina), riesce a conquistare un posto ai Mondiali di Deer Valley (USA) in febbraio.

Per poter accedere ai Mondiali di moguls e dual moguls a Deer Valley, che si terranno l’8 e il 9 febbraio 2019, l’atleta ticinese Nicole Gasparini avrebbe dovuto farsi largo tra le prime ventiquattro atlete in almeno due eventi di Coppa del Mondo. Con tre tappe di anticipo, l’atleta in forza a Swiss-Ski riesce a strappare il pass per l’appuntamento più importante della stagione, scrollandosi quindi di dosso un peso che, gara dopo gara, avrebbe anche potuto giocare brutti scherzi. Nella piccola stazione sciistica di Thaiwoo, si son svolte due tappe del circuito mondiale: al sabato quella di moguls mentre la domenica quella di dual moguls (in parallelo). Nella prova in singolo Gasparini ha concluso alla 22° piazza, nonostante un errore commesso in ripresa nelle gobbe dopo una buon 360° sul primo salto. Un imprecisione che l’è costato 15 punti di deduzione sui 60 totali della nota tecnica e di conseguenza tre posizioni in classifica. Nella giornata dedicata al dual moguls, Gasparini riesce a migliorare il risultato di sabato, posizionandosi infatti al 21° rango, dopo aver perso in uno scontro ad armi pari il round con la russa Anastasiia Smirnova. Il fine settimana è stato dominato dall’americana Jaelin Kauf e dal canadese Mikael Kingsbury, entrambi sul gradino più alto del podio in entrambe le gare. Il sabato, al 2° posto sono saliti l’australiana Anthony Jakara e rispettivamente il giapponese Ikuma Horishima, mentre la 3° posizione è stata occupata dalla francese Perrine Laffont e dal kazako Dmitriy Reikherd. La domenica invece ha visto il 2° posto nelle mani della Laffont e dello svedese Oskar Elofsson, con alle spalle la kazaka Yulia Galysheva e rispettivamente il francese Benjamin Cavet.

Il prossimo stop per la Coppa del Mondo è previsto per il 12 gennaio a Calgary, in Canada. Prima di ripartire per il tour nordamericano Gasparini avrà però la possibilità di assaggiare la neve di Airolo-Pesciüm, punto di riferimento per il freestyle ticinese ed elvetico. L’obiettivo sulle piste di casa per la freestyler di Cadro sarà quello di aggiungere maggiore solidità alle sue discese aggiustando qualche dettaglio tecnico.

Consulta le classifiche complete dei due eventi in moguls e dual moguls cliccando Qui.

Nicole Gasparini, unica freestyler elvetica in lista di partenza, non riesce a dimostrare in gara quanto fatto di buono negli allenamenti ufficiali, non portando a termine la prima Coppa del Mondo stagionale. Adesso però testa alla tappe in Cina del prossimo fine settimana.

È iniziata finalmente la stagione anche per la Coppa del Mondo di freestyle, nella disciplina moguls. Come di consueto, a dare il via alle danze del massimo circuito è la piccola stazione sciistica di Ruka, in Finlandia. Nicole Gasparini, atleta dei quadri B di Swiss-Ski, era l’unica sciatrice con i colori rossocrociati in competizione.Venerdì 7 dicembre si è tenuta quindi la gara di apertura per la stagione 2018-2019, mentre i due giorni precedenti si sono svolti gli allenamenti ufficiali.

Nelle sessioni di allenamento, la ventunenne di Cadro ha subito trovato il feeling giusto con la neve e il ritmo nelle gobbe, dimostrando grande sicurezza e tenacia in una pista tutt’altro che semplice, sebbene ben preparata grazie alle ottime condizioni della neve. La fiducia nei propri mezzi e una grande energia mostrata i giorni precedenti alla gara facevano ben sperare per una grande prestazione alla tappa inaugurale, ma purtroppo non è andata come sperato.

Gasparini ha purtroppo commesso un errore al primo salto, dove ha eseguito un 360°, il quale, visto la parabola molto alta e lunga, non è riuscita a controllare in fase di atterraggio e di conseguenza le ha causato cadere. La freestyler ticinese ha quindi ecceduto in gara nelle misure della sua figura acrobatica, come sostiene il capoalleantore della squadra elvetica Giacomo Matiz. Un errore dato magari dalla voglia di risultato e sicuramente dall’adrenalina del momento. Questa tappa, alla quale han partecipato trentaquattro atlete e cinquantotto atleti, è stata dominata da Perrine Laffont (FRA) e rispettivamente Mikael Kingsbury (CAN), entrambi vincitori della medaglia d’oro agli scorsi Giochi olimpici di Pyeonghang, mentre al secondo e terzo posto han concluso Yulia Galysheva (KAZ) e Tess Johnson (USA), rispettivamente Benjamin Cavet (FRA) e Walter Wallberg (SWE).

Nonostante l’amaro in bocca per il risultato ottenuto, Gasparini e staff hanno la testa già proiettata ai prossimi due appuntamenti mondiali, che si svolgeranno a Thaiwoo, in Cina, il 15 e il 16 dicembre. Obiettivo di quest’ultima trasferta del 2018 sarà conquistare un posto tra le prime ventiquattro sciatrici in gara.

 

Consulta la classifica uomini e la classifica donne.

Domani, venerdì 7 dicembre 2018, parte la stagione di Coppa del Mondo di freestyle, disciplina moguls. Come di consueto ad aprire le danze è la stazione sciistica di Ruka, nella fredda Finlandia. La nazionale elvetica è presente nella lista di partenza con una sola atleta: Nicole Gasparini. La giovane sciatrice di Cadro è inserita nei quadri B di Swiss-Ski. Mercoledì e oggi si son svolti gli allenamenti ufficiali, ma era già da una settimana che la squadra si trovava in Lapponia con gli sci ai piedi, benché, a causa della poca neve, non si sia potuto sciare sulla pista ufficiale. Lo staff tecnico è così composto: Giacomo Matiz, capo allenatore, Juan Domeniconi, preparatore acrobatico, Camilla Gendotti, fisioterapista, e Giona Morini, preparatore mentale. Quest’ultimo è però rientrato ad inizio settimana assieme a tre freestyler della FSSI, i quali sono andati in trasferta per una settimana di allenamenti.

Dalle parole di Nicole traspare positività e fiducia nei propri mezzi. Alla domanda su come si sente a poche ore dal primo appuntamento stagionale, risponde: “fisicamente mi sento molto bene, in quanto abbiamo lavorato duramente quest’estate e ora ne sento i risultati. Dal punto di vista psicologico sono tranquilla, infatti ho avuto la fortuna di poter contare sulla figura di Giona Morinini, il nostro mental coach”. In uno staff d’alto livello c’è sempre un posto per un preparatore mentale con il compito di aiutare gli atleti a trovare strategie per gestire la pressione, dare loro consigli per approcciare la gara con lo spirito giusto e per elaborare le proprie emozioni.

Gli allenamenti ufficiali sono andati molto bene. Nicole ha cercato e trovato le sensazioni giuste, ha avuto da subito un buon feeling con la neve, ha preso subito il ritmo giusto tra le gobbe e i tempi ottimali sui salti.“Domani (oggi, ndr) ci sarà da migliorare gli ultimi dettagli, ma non vedo l’ora di gareggiare!”, asserisce convinta la ventunenne ticinese.

Prima dell’inizio delle competizioni è importante porsi degli obiettivi, una linea da seguire, ma a volte, è una buona idea anche affrontare la gara con la testa libera, senza pensieri, come dice Nicole: “non voglio mettermi grandi pressioni per raggiungere un preciso piazzamento. Per qualificarmi ai Mondiali (che si terranno l’8 e 9 febbraio 2019 a Deer Valley, in America, ndr) dovrò fare dei piazzamenti nelle prime ventiquattro concorrenti, dunque quello è l’obiettivo principale dalle prossime tappe”.

Ricollegandomi a quanto scritto nelle prime righe, Nicole sarà domani l’unica atleta svizzera in partenza. Il grande rammarico della squadra è quello di non poter schierare nella categoria maschile un’altra sua punta di diamante del freestyle elvetico, ovvero Marco Tadè. Marco, che a ottobre aveva finalmente rimesso gli sci ai piedi dopo l’infortunio al ginocchio occorso in febbraio, è ancora fermo per un altro problema fisico. Come si suol dire, la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Sul fatto di trovarsi adesso senza compagni in squadra e con uno staff concentrato esclusivamente su di lei, Nicole commenta: “affrontare questo inizio di stagione con Marco sarebbe stato bello e sarò molto felice quando si riunirà a noi. Adesso sto sfruttando al massimo il fatto di avere gli allenatori che si dedicano interamente a me e cerco trarne tutti i benefici possibili”, poi conclude affermando: “una mentalità serena è ciò che mi permette di poter lavorare bene”. 

Nell’attesa della prima gara stagionale, non resta che farle un grosso in bocca al lupo!

È terminato da pochi giorni l’Indoor Ski Camp targato EYFA (European Youth Freestyle Academy), al quale sei ragazzi, dei quali tre atleti FSSI e tre del gruppo EYFA, e due ragazze, una della FSSI e una dell’EYFA, hanno preso parte. Nella selezione FSSI sono tutti nati nel 2004, mentre il gruppo EYFA sono tutti giovanissimi, ovvero tra i nove e i dodici anni. Ad allenare le ragazze e i ragazzi ci sono stati Loris Battalora, caposquadra freestyle della FSSI, e Deborah Scanzio, responsabile e allenatrice per il progetto EYFA.

La spedizione nei Paesi Bassi è cominciata domenica 28 ottobre con un viaggio di ben otto ore, destinazione Valkenswaard, a poco meno di due ore di macchina da Amsterdam. Poi, da lunedì a venerdì, si sono svolti gli allenamenti presso il Montana Snow Center, uno stabile lungo circa centocinquanta metri con neve non artificiale, mantenuta ad una temperatura di -5°C e che dispone di un tappeto mobile e un pony lift per la risalita. Alla nostra squadra è stato permesso di utilizzare circa cinquanta metri di gobbe e di costruire una piattaforma con un salto su misura. Il programma generale si è incentrato quindi sulla tecnica di base nelle gobbe, con particolare attenzione alla fase di assorbimento, e sulla parte acrobatica. Ovviamente i gruppi EYFA e FSSI hanno seguito allenamenti differenti (suddivisi in più sessioni al giorno), tenendo conto dei diversi obiettivi, della differenza di età e del livello sugli sci. I quattro atleti FSSI hanno quindi svolto cinque giorni focalizzandosi sui salti, cercando di consolidare le proprie basi e affinare alcune figure acrobatiche, mentre i freestyler EYFA hanno vissuto una settimana più varia e all’insegna del divertimento, tra salti, gobbe, bagjump e diversi esercizi sulla neve. Insomma, se da una parte con la FSSI si è lavorato in ottica competitiva, siccome a gennaio inizieranno le diverse gare regionali e nazionali, dall’altra con EYFA si è lavorato ancora sulle basi della disciplina e si è fatto vivere un campo di freestyle a trecentosessanta gradi.
Durante questo campo sono state svolte otto sessioni di sci, per un totale di sedici ore passate all’interno dello skidome. Oltre a questo, sono state fatte tante altre attività di svago tutti insieme, in particolare è stato molto apprezzato da tutti un pomeriggio trascorso in un centro di maxi-tramp.

L’EYFA Indoor Ski Camp 2018 è stato quindi un successo: la selezione FSSI ha seguito un programma di acrobatica molto intenso, affrontato con grande dedizione e sempre con il sorriso, mentre il team EYFA ha vissuto cinque giorni diversi dal solito, avendo la possibilità di sciare per la prima volta al chiuso, prendendo parte ad uno stage sulla neve estremamente vario e stimolante.

Visita il sito EYFA e scopri lo sci freestyle!

Quattro atleti della selezione di sci freestyle della FSSI stanno svolgendo in questa settimana uno stage di sci indoor!
In Olanda, nella località di Westerhoven, si trova infatti il Montana Snowcenter, una sorta di frigo gigante mantenuto a -5°C con neve non artificiale. Al suo interno ci sono due piste, con un tappeto mobile e un pony-lift per la risalita.

La squadra FSSI, accompagnata dall’allenatore Loris Battalora, si sta allenando in compagnia di quattro giovanissimi freestyler (età compresa tra i nove e i dodici anni) inseriti nel gruppo EYFA (European Youth Freestyle Academy), in mano all’ex campionessa Deborah Scanzio, ora dedita a crescere le giovani leve del freestyle.

Il programma dei cinque giorni di allenamento si incentra sulla tecnica di base nelle gobbe (in particolare si riesce a lavorare sulla fase di assorbimento) e sulla parte acrobatica. Il Montana Snowcenter permette infatti al nostro gruppo di costruire un salto su misura e di sfruttare circa cinquanta metri di dossi.

I ragazzi (tre della FSSI e tre dell’EYFA) e le ragazze (una della FSSI e una dell’EYFA) sono molto entusiasti di questo campo all’estero e gli allenamenti stanno procedendo alla grande.

Un resoconto più dettagliato arriverà a fine stage.

La squadra di freestyle della Federazione Sci Svizzera Italiana ha concluso la sua preparazione autunnale sulle nevi di Zermatt. Gli atleti e le atlete presenti hanno svolto circa quattordici giorni di allenamento (suddivisi in tre stage tra settembre e ottobre) sul ghiacciaio vallesano.

Come di consueto Zermatt diventa in questo mese il punto di riferimento per la disciplina Moguls nel mondo: tutte le selezioni nazionali si recano sul Plateau Rosa, a circa 3500 metri d’altitudine, dove viene costruita una pista di moguls e lasciata a disposizione per i vari team per un mese. Le ragazze e i ragazzi della FSSI hanno quindi avuto la fortuna di allenarsi fianco a fianco con le esponenti e gli esponenti massimi del freestyle; un’occasione unica per entrare in contatto, osservare e apprendere dalle atlete e dagli atleti di Coppa del Mondo e di Coppa Europa.

La mattina, la squadra svizzera italiana ha sciato sia in pista normale sia tra le gobbe, mentre al pomeriggio ha affrontato sedute di condizione fisica, dove veniva accentuato il lavoro sulla propriocezione, la rapidità e la forza esplosiva.

Lo staff tecnico era composto da Loris Battalora, caposquadra FSSI, Giacomo Matiz, allenatore di CdM di Swiss-Ski, Juan Domeniconi, preparatore acrobatico, Decio Frapolli, preparatore fisico, Giamila Scaroni e Camilla Gendotti, fisioterapiste.

Il prossimo campo si svolgerà in Olanda a fine ottobre.

Domenica 9 settembre si è svolta la quattordicesima edizione di Sportissima, manifestazione gratuita e aperta a tutti coloro che vogliono praticare del sano sport. Più di 110 discipline da provare e circa 200 società sportive presenti a questo grande evento, che si tiene contemporaneamente in diverse località del nostro Cantone.

Nel soleggiato pomeriggio domenicale i freestyler della FSSI hanno quindi dato spettacolo al Centro sportivo di Tenero di fronte ad una gran calca. Le atlete e gli atleti andati in scena hanno sfoggiato tutto il loro pazzo repertorio acrobatico: 360°, front, back, cork 720 e perfino salti doppi con avvitamenti!

La squadra è stata eccezionale e siamo sicuri coloro che sono accorsi ad assistere a questo show si ricorderanno a lungo di quei pazzi del freestyle.

Manifestazioni come Sportissima sono una vetrina importante per sport di nicchia e discipline come la nostra. Il movimento del freestyle ticinese è sempre entusiasta quando gli viene data la possibilità di esibirsi e di farsi conoscere alla gente. Non mancheremo sicuramente alla prossima edizione!

Sabato 31 marzo si son svolti i Campionati svizzeri di sci freestyle, nella disciplina moguls. In Austria, sulle nevi di Mühlbach am Hochkönig, insieme alla gara FIS, sono stati premiati i campioni nazionali svizzeri (insieme a quelli austriaci e germanici). Nicole Gasparini, atleta dei quadri A di Swiss-Ski, si è laureata campionessa svizzera, mentre si è fregiato del titolo di campione svizzero Riccardo Pascarella, freestyler classe 2002 della Federazione Sci Svizzera Italiana (FSSI). Vicecampioni svizzeri sono Marla Coch, classe 2002, e Giosué Martinoli, classe 2001; chiudono invece il podio Emilie Foresti e Martino Conedera, classe 2004 e rispettivamente 2002. Tra i grandi assenti si contano Marco Tadè, concentrato nella riabilitazione dopo l’operazione al ginocchio di fine febbraio, e Giacomo Papa, fermo per problemi alla schiena.
La domenica erano previsti anche i campionati nazionali in dual moguls, purtroppo però le condizioni meteo avverse hanno imposto agli organizzatori la cancellazione dell’evento.
Per il freestyle ticinese questo è stato l’ultimo appuntamento della stagione 2017-2018. Da oggi fino a fine settimana i freestyler della FSSI e di Swiss-Ski sono sulle nevi di Airolo-Pesciüm per preparare il prossimo anno di competizioni.

1997-1999: Puro divertimento
Grazie allo sci club Airolo scoprii il freestyle. All’epoca facevo parte del gruppo “tutti i frutti”: un gruppo di giovani che condivideva la passione per lo sci senza il bisogno di gareggiare.
Un giorno lo sci club propose delle attività alternative alle classiche discipline dello sci conosciute dai più, tra cui il freestyle. Mio fratello, alcuni amici ed io ci appassionammo fin da subito a questo sport e così nacque il freestyle team Airolo. I miei primi coach furono Claudia Giudici, che era anche la mia maestra alle elementari e Luca Pianezza. Ci divertivamo sulle nevi di Airolo-Pesciüm e di Cioss Prato e gareggiavamo in tutto il Ticino.”Pazzia” e spensieratezza sono le parole per descrivere quegli anni.

2000-2002: Swiss Ski parte 1
Dopo due anni nello Sci Club Airolo e uno nella selezione regionale della Federazione di Sci della Svizzera Italiana (FSSI), nella primavera del 2000 entrai a far parte dei Quadri junior di Swiss-Ski.
In quel periodo la nazionale era composta da atleti provenienti da tutta la Svizzera: oltre a me c’erano altri atleti ticinesi, ma io ero l’unica atleta donna. Ed ecco che in quegli anni iniziai a gareggiare non solo a livello ticinese, ma a anche a livello nazionale: spesso nei fine settimana si tenevano gare di gobbe, di salti e di skicross.
In poco tempo il “gioco” si stava facendo serio e dal gruppo “tutti i frutti”, che mi aveva fatto scoprire questa disciplina, approdai, in quegli stessi anni, alla Coppa Europa.

Estate 2002: Il trasferimento in Italia
Nell’estate del 2002 dovetti prendere una decisione molto importante per il mio futuro sportivo, vale a dire scegliere di andare a gareggiare per la nazionale italiana o restare in Svizzera. Restare a casa avrebbe significato per me smettere di gareggiare poiché in quel periodo l’allora direttore di Swiss Ski non era interessato ad investire in questa sport e dunque non c’erano i fondi per potersi allenare in modo regolare e professionale. Scelsi di continuare ad inseguire il mio sogno!
Nel 2002 In Italia c’era Andrea Rinaldi come coach, una squadra di coetanei che parlava la mia stessa lingua e soprattutto un piano a lungo termine in vista delle Olimpiadi di Torino 2006.

2002-2006: Gli anni delle “prime volte”
Nei primi anni in Italia ebbi diverse soddisfazioni. L’ottima struttura e i numerosi allenamenti mi permisero di crescere costantemente. Nel 2002-2003 ottenni la prima vittoria in Coppa Europa, il secondo posto nella generale moguls e dual moguls del circuito europeo e feci le miei prime gare di Coppa del Mondo.
L’anno successivo entrai stabilmente nel circuito mondiale, raggiungendo anche una finale.
Nel 2005 partecipai per la prima volta ai Mondiali, ottenendo un buon 12° posto. Nel 2006 mi qualificai ai miei primi Giochi olimpici, e con grande sorpresa ottenni uno splendido 9° posto. Fino a quel momento non ero mai entrata nella top 10 in Coppa del Mondo (CdM). Nello stesso anno conquistai anche la medaglia d’argento nel dual moguls ai Mondiali junior.
Un pensiero speciale per questi bei ricordi va a Gianfranco Collinassi, il direttore sportivo che gestiva la squadra in quel periodo e che mi accolse sebbene fino a quel momento non avessi fatto grandi risultati.

2006-2008: Un infortunio e tante soddisfazioni
Finita la Scuola Cantonale di Commercio (SCC) a Bellinzona a fine giugno 2006, presi il volo per l’Australia con l’intento di imparare un po’ di inglese a Cairns, conciliando però il soggiorno con un mese di allenamento con una squadra locale. Purtroppo, però, dopo pochi giorni di sci mi lussai la spalla sinistra e rientrai anticipatamente in Svizzera.
Subii un intervento alla spalla a metà settembre e dopo tre mesi di riabilitazione tornai a sciare. Inizialmente faticai parecchio, ma ad inizio febbraio del 2007 arrivò lo splendido ed inaspettato secondo posto in CdM a La Plagne. E dopo un solo mese arrivò anche l’indimenticabile medaglia di bronzo ai Mondiali di Madonna di Campiglio in Italia.
Nelle prime gare della stagione successiva ottenni altri due secondi posti in CdM, poi purtroppo… un lungo digiuno fino al 2016.
Per quanto riguardava lo staff, Andrea Rinaldi aveva lasciato l’Italia dopo le Olimpiadi ed era stato sostituito da un altro ticinese, Mike Leoni, già nel team azzurro dal 2005.

Primavera 2008: Le Fiamme Azzurre
Grazie alla medaglia ai Mondiali riuscii ad entrare nel gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, che mi sostennero finanziariamente insieme agli sponsor .
Sono molto grata dell’aiuto ricevuto, che mi ha permesso di fare della mia più grande passione, il mio lavoro per diversi anni.

2008-2010: L’allenatore privato
Nel momento in cui ero all’apice della mia carriera, alla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) non c’erano più i fondi per allenarsi con la stessa intensità delle altre squadre. Così per prepararmi al meglio, scelsi di investire in un allenatore privato e mi affidai al finlandese Jussi-Pekka Kinnunen. Riuscii a sostenere questa spesa anche grazie al sostegno finanziario ricevuto dal “Fans Club Debby Scanzio” che fu creato in quegli anni da un gruppo di amici. Volevo continuare a crescere e il piano della squadra non mi sembrava abbastanza intenso. L’ossessione di tornare sul podio finì per bloccarmi, non riuscivo più a fare delle performance eccezionali. In tutta la mia carriera ho quasi sempre raggiunto i risultati migliori quando non me lo aspettavo. L’esperienza con Jussi non andò come sperato, fu molto impegnativo gestire tutto “da sola”, ma alla fine, anche questa esperienza, mi ha fatto crescere come persona.
Dopo le Olimpiadi di Vancouver (10° posto) terminai la collaborazione con il finlandese e finii la stagione con Mike.

2012-2013: L’infortunio al ginocchio
Nel gennaio del 2012 mi infortunai al ginocchio sinistro (rottura del legamento crociato anteriore e del menisco), mi operai subito e persi tutta la stagione. La riabilitazione andò bene, grazie anche all’ottimo intervento del Dottor Daniele Mona e approfittai del tempo a casa per rigenerarmi anche a livello mentale. Prima dell’infortunio mi sembrava di andare avanti “per inerzia”, poi invece capii che volevo davvero sciare e che mi piaceva ancora fare questo sport. Paradossalmente l’infortunio mi fece acquisire sicurezza. Quando ricominciai a sciare capii che le cose le sapevo fare anche dopo una lunga pausa. A dicembre 2012 feci però l’errore di gareggiare a Ruka sebbene non fosse previsto; volevo testare la forma, quando purtroppo una caduta mi procurò una contusione ossea e dovetti stare di nuovo ferma per qualche settimana. Rientrai per i Mondiali di Voss 2013.

2010-2014: La collaborazione con Swiss Ski
Quando Andrea Rinaldi terminò la sua avventura in Italia nel 2006 aprì una scuola di freestyle, l’European Youth Freestyle Academy (EYFA) e si impegnò per far crescere la squadra svizzera, sebbene allo stesso tempo gestiva anche quella italiana. L’unione fa la forza e così i due team decisero di unire lo staff ed allenarsi assieme.
I primi due anni ci fu il canadese Etienne Lecours alla guida della squadra e nel 2012 arrivò il francese Fred Weiss.
In Italia eravamo rimasti solo io e Giacomo Matiz, in Svizzera si iniziavano a vedere i frutti di EYFA e di un maggior investimento da parte di Swiss Ski; diversi giovani erano entrati in nazionale.
Sportivamente, ripresa dall’infortunio al ginocchio, mi preparai al meglio per le Olimpiadi di Sochi (11°), feci una gara molto grintosa, con qualche sbavatura ma con il miglior tempo. Ero contenta di aver raggiunto il mio obiettivo: nessun rimpianto. Finii la stagione con un 4° posto nel dual finale e il 10° nella generale, ero di nuovo competitiva.

2014-2018: Il ritorno a casa
Nell’estate del 2014 la FISI decise di chiudere la squadra freestyle moguls, e così, come 12 anni prima, mi ritrovai a dover decidere se smettere o trovare una soluzione per continuare ad inseguire quello che ancora era il mio sogno. Era da tempo che pensavo ad un ritorno in Svizzera, ma non me la sentivo di lasciare l’Italia dopo che mi aveva accolta quando non ero nessuno. Alla fine fu un “win-win”, io tornai a casa e Swiss Ski riabbracciò un’atleta olimpica senza aver speso nulla per formarla. Nella prima stagione, quella 2014-15, fui regolarmente nelle top 10 e finii al 7° posto nella generale (sfiorando il podio in due riprese).
L’anno seguente fui meno regolare, ma arrivò la tanto attesa vittoria: 106 gare di CdM prima di poter salire sul gradino più alto del podio. Inutile dire che provai una gioia immensa.
Successivamente cambiai nuovamente allenatore, infatti dalla primavera 2016 iniziai a lavorare con Giacomo “Jack” Matiz, mio compagno di squadra per 12 anni in Italia e grande amico. Scelsi di lavorare con lui per la sua grande esperienza e per la sua attitudine positiva. Iniziai la stagione con un inaspettato 4° posto, ma poi mi bloccai, riprendendomi solo a fine stagione durante i Mondiali di Sierra Nevada (6° posto nel dual e 8° posto nel singolo).
Il resto è storia recente, una preparazione estiva serena e incoraggiante seguita da un’incomprensibile stagione negativa, una sofferta qualifica Olimpica e per finire la delusione di Pyeongchang. Tutto storto? No, perché avrò l’onore e la fortuna di terminare la mia lunga carriera in casa, davanti ad amici e parenti. Un lieto fine!

Il lavoro presso Valbianca SA
Lasciando l’Italia lasciai ovviamente anche il gruppo sportivo, a quel punto era necessario trovare un lavoro che però mi permettesse anche di sciare. Grazie a Valbianca SA, la società che gestisce gli impianti di risalita di Airolo-Pesciüm, mi avvicinai al mondo del lavoro con un impiego al 50%, successivamente ridotto al 30%.
Ammetto che a volte è stato molto impegnativo conciliare tutto, ma questa preziosa esperienza mi ha insegnato moto e permesso di poter proiettare un nuovo scenario: verso una nuova vita professionale, dopo tutti gli anni trascorsi sulle piste da sci, la mia vita dall’11 marzo 2018 in avanti.

Sempre al mio fianco
Nella mia lunga carriera ho lavorato con diverse persone, ognuno mi ha insegnato qualcosa e ha fatto del suo meglio per aiutarmi a crescere, ci sono però delle persone speciali che sono sempre state al mio fianco: Andrea Rinaldi, Gilles Neuenschwander (preparatore fisico), Roberto Joos (preparatore mentale) e, “dietro le quinte”, Enzo Filippini. Nonostante le difficoltà e i cambiamenti, ho sempre potuto contare sul loro appoggio e sui loro consigli. È stato un piacere lavorare con loro per così tanto tempo. Grazie!

La squadra
In questi anni ho avuto tanti compagni di squadra e tanti allenatori, ma mai come nelle ultime stagioni mi sono sentita così a mio agio all’interno del team. Lascio una squadra competitiva, con uno staff competente che insieme formano un gruppo eccezionale. Oltre al già citato Jack Matiz, ringrazio di cuore Juan Domeniconi e Camilla Gendotti. Tanti auguri a Marco, Nicole e Giacomo per il loro futuro sportivo e ai giovani che li faranno compagnia in squadra.

Last but not least
In 20 anni di carriera la lista delle persone da ringraziare è davvero lunga, un grazie speciale va alla mia famiglia ed ai miei più cari amici per aver sempre creduto in me, agli sponsor che mi hanno sostenuta in tutti questi anni e alle federazioni e comitati olimpici (Swiss Ski, FISI, FSSI, Swiss Olympic e CONI) che mi hanno permesso di vivere tutte queste esperienze indimenticabili.

 

Grazie di cuore a tutti!!!

Deborah Scanzio

Nicole Gasparini, atleta dei quadri A di Swiss-Ski, dopo una pausa di qualche mese a causa di una contusione ossea al ginocchio rimediata lo scorso dicembre, durante la tappa cinese di Coppa del Mondo, ritorna finalmente alle competizioni e conquista un ottimo 4° posto nella prova di moguls valida per la Coppa Europa. La sciatrice di Cadro, per prepararsi al meglio all’attesissimo evento BancaStato FIS Freestyle Ski World Cup Airolo 2018, che si svolgerà sabato 10 marzo, ha gareggiato questo fine settimana in due tappe del circuito europeo, a Krispl (Austria). Assieme a lei, altri due giovani freestyler, Riccardo Pascarella e Giosuè Martinoli, atleti della Federazione Sci Svizzera Italiana, hanno avuto l’occasione di confrontarsi a livello continentale. Nella prova di sabato, dominata dai Paesi scandinavi (ben sei atlete tra le prime otto!), Gasparini ha concluso all’8° rango, dopo una qualifica che l’ha vista prendersi la 9° posizione. Nella gara del giorno seguente, sempre in formato single moguls, l’atleta della nazionale elvetica, più fiduciosa e rilassata rispetto a sabato, ha saputo alzare ulteriormente il livello della sua prestazione, guadagnando più punti in tutti e tre i criteri di giudizio della disciplina, vale a dire tecnica, salti e velocità. Un salto di qualità che le ha permesso di mantenere nella finale il 4° posto consolidato in qualifica. Per quanto riguarda la categoria uomini, in entrambi i giorni di gara, i due giovani atleti ticinesi Pascarella e Martinoli non sono riusciti sfortunatamente ad accedere alle finali, alle quali i primi sedici freestyler hanno accesso.

Un fine settimana quindi assolutamente positivo per Nicole Gasparini, che sembra essere tornata nel pieno delle sue forze fisiche e mentali, dopo l’infortunio di questa stagione che l’ha tenuta lontana da ben otto tappe del circuito mondiale e le ha negato la possibilità di potersi giocare la qualificazione alle passate Olimpiadi di Pyeongchang.

Speriamo che in una stagione non certamente fortunata, Nicole Gasparini possa togliersi qualche meritata soddisfazione sulle nevi di casa proprio questo sabato 10 marzo, nella tappa di Coppa del Mondo ad Airolo-Pesciüm.

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Ticino Freestyle
c/o FSSI-CST, Via Brere 10
CH-6598 Tenero

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